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stagno
Stagno Elemento metallico di simbolo Sn e numero atomico 50
appartenente al gruppo IVB (o 14) della tavola periodica.
Manufatti di stagno sono stati rinvenuti nelle tombe degli antichi egizi
che probabilmente consideravano questo elemento come una diversa forma di
piombo. Durante l'impero romano fu esportato in grandi quantità dalla
Cornovaglia e utilizzato in diverse attività artigianali.
Proprietà e diffusione
Allo stato elementare è un metallo bianco-argenteo, duttile e malleabile;
alla temperatura di 100 °C può essere ridotto in fogli sottilissimi. Al
di sotto dei 13 °C si trasforma in una forma allotropica (forma a) nota
come stagno grigio, una polvere grigiastra con densità relativa di 5,75 e
caratteristiche differenti. La trasformazione si compie molto lentamente,
spesso per contatto con particelle di stagno grigio già formate, ed è
detta peste dello stagno.
La forma più comune fonde a 232 °C, bolle a circa 2260 °C, ha densità
relativa 7,28 e peso atomico pari a 118,69.
È scarso e poco diffuso sulla crosta terrestre; il suo più importante
minerale è la cassiterite (o pietra di stagno), SnO2, diffusa in
Inghilterra, Germania, Bolivia, Brasile e Australia. Nel processo di
estrazione dello stagno, il minerale viene ridotto dal carbonio in forni a
riverbero; lo stagno fuso viene quindi raccolto sul fondo e travasato per
ottenere piccoli blocchetti solidi che sono purificati dalle impurità
attraverso un ulteriore processo di fusione. In alternativa, la
purificazione può essere ottenuta per via elettrolitica.
Composti
Nei suoi composti si presenta con stato di ossidazione +2 (composti
stannosi) e +4 (composti stannici). Se sciolto a caldo in acido cloridrico
forma cloruro stannoso, SnCl2, e per reazione con il cloro produce cloruro
stannico, SnCl4. In soluzioni di idrossido di sodio reagisce producendo
idrostannato di sodio, con sviluppo di idrogeno. In soluzioni molto
diluite di acido nitrico, a freddo, si scioglie e produce nitrato di
stagno e nitrato di ammonio; in soluzioni molto concentrate, invece, si
forma un diossido di stagno idrato, detto acido metastannico di formula
3SnO2H2O. Il solfuro stannoso, SnS, di colore bruno, e il solfuro stannico,
SnS2, giallo, si ottengono facendo gorgogliare solfuro di idrogeno in
soluzioni di composti rispettivamente di Sn (II) e Sn (IV). I due
idrossidi di stagno, Sn(OH)2 e Sn(OH)4, si producono perlopiù per
reazione dei corrispondenti cloruri con soluzioni alcaline. L'ossido
stannoso, SnO, polvere nera insolubile, si prepara scaldando (in assenza
di aria) ossalato di stagno; esposto all'aria si ossida e forma diossido,
SnO2, un solido bianco insolubile. Il diossido si ottiene anche scaldando
il metallo ad alte temperature e in presenza di aria.
Usi
Lo stagno è un metallo molto ricercato e utilizzato in numerosi processi
industriali. Sotto forma di latta, viene usato come sottile rivestimento
protettivo per contenitori di rame, per metalli di vario genere con cui si
producono scatole e manufatti simili. È importante nella preparazione di
leghe molto comuni, quali il bronzo (stagno e rame), la lega per saldatura
(stagno e piombo) e il metallo per cuscinetti (stagno, piombo e antimonio)
. Viene anche usato in lega con il titanio nell'industria aerospaziale e
come componente di qualche insetticida. Il solfuro stannico (detto oro
musivo) viene utilizzato in polvere per ricoprire materiali in solfato di
calcio o legno.
http://www.eurocopper.org/rame/index.html?gclid=CKDEic7XqIsCFQXXXgodIGLFgw
http://www.ktf-split.hr/periodni/it/sn.html
http://www.minerva.unito.it/Chimica&Industria/SistemaPeriodico/stagno.htm collegamento
pagina web
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